Musica, musica musica e ancora musica, niente di meglio di quelle sette note che messe insieme fanno da colonna sonora alla nostra vita.
mercoledì 19 febbraio 2014
martedì 18 febbraio 2014
Il Controfagotto
Il controfagotto è uno strumento musicale ad ancia doppia che rappresenta la tessitura contrabbassa dell'intera famiglia. Deriva dal fagotto di cui è, in un certo senso, un ampliamento e ne condivide parzialmente l'intero sistema di chiavi e di posizioni tanto che a suonare questo strumento sono solitamente i fagottisti. Lo strumento è traspositore d'ottava verso il basso, vale a dire che le note scritte suonano d'effetto un'ottava sotto. A causa di alcune imperfezioni costruttive prima degli inizi del XX secolo al controfagotto veniva preferito il sarrusofono, pur rimanendo il termine "controfagotto" scritto in partitura. Ma dalla fine del XIX secolo in poi il suo posto in orchestra è stabile ed indispensabile per coprire il registro 32' della famiglia dei legni. Anche se già Beethoven lo usò mirabilmente nel finale della Nona sinfonia per ottenere l'effetto denominato alla turca, il controfagotto si distingue in orchestra, anche in assolo, a partire dalla fine del XIX secolo come nel celebre Apprendista stregone di Paul Dukas dove il suo lugubre timbro, pigro e cavernoso, lo rende inconfondibile. Altri compositori che usarono il controfagotto nelle loro partiture furono Giuseppe Verdi nel Don Carlo, e Maurice Ravel in Ma Mère l'Oye (episodio Les Entretiens de la Belle et de la Bête).
StuPanda
sabato 15 febbraio 2014
Tante scuse
Chiedo infinite scuse per l'inattività del blog, a breve riprenderemo a studiare i vari strumenti musicali, anche quelli meno conosciuti, e porteremo avanti le serie di post già esistenti più altre che abbiamo inventato per dare al nostro pubblico sempre qualcosa di nuovo, grazie a tutti.
StuPanda
mercoledì 12 febbraio 2014
Il Tubax
Il tubax è un tipo di sassofono grave progettato e realizzato da Benedikt Eppelsheim a Monaco di Baviera (Germania). Il nome deriva da tuba esax, intendendo con questo un sassofono di registro particolarmente grave. Viene prodotto in Mib (un'ottava sotto il sax baritono, corrisponde al sax contrabbasso) ed in Sib grave (un'ottava sotto il sax basso, corrisponde al sax subcontrabbasso progettato da Adolphe Sax ma mai realizzato). Esistono anche esemplari realizzati su misura in Do. Si suonano con il bocchino e le ance del sax baritono o del sax basso. Il tubax non ha la caratteristica forma a pipa dei sassofoni ed il suo canneggio ha una minore conicità. Questo ha aperto una discussione sul fatto che si possa o meno definire sassofono, ma il
successo incontrato dallo strumento (ne esistono una quarantina di esemplari contro i due soli sax contrabbassi) rende sterile quella discussione. Il canneggio ridotto (senza arrivare alle proporzioni del sarrusofono) permette di ridurre considerevolmente l'ingombro dello strumento, che è molto più leggero, maneggevole e facile da suonare del sassofono contrabbasso ed anche del sassofono basso. La diteggiatura è identica a quella di qualsiasi sassofono, salvo alcune soluzioni particolari (es. il quarto - o quinto - foro portavoce). Il timbro, pur presentando una particolare flessibilità, è assolutamente sovrapponibile a quello dei sassofoni più piccoli. Rispetto al sassofono tradizionale, il tubax ha un canneggio con minore conicità ripiegato quattro volte su sé stesso. La progettazione accurata ed i tre fori portavoce automatici permettono un'esatta intonazione su tutta l'estensione. La meccanica è completamente nuova, ricca di soluzioni originali ed ergonomiche. Permette di suonare con tutte le diteggiature normali e di ripiego di un qualsiasi sassofono moderno. L'estensione scritta va dal Sib sotto al rigo in chiave di violino fino al Fa# con tre tagli sopra al rigo. Esistono esemplari con un apposito prolungamento per il La grave (da applicare alla campana), oltre che con chiavi e fori portavoce supplementari per il Sol sovracuto ed oltre. I fori portavoce supplementari permettono una facile e precisa emissione nel registro sovracuto (un'ottava e oltre). Dal punto di vista acustico, lo strumento ha la profondità e la ricchezza di suono di un sassofono basso/contrabbasso, ma grazie alle chiavi di proporzioni ridotte, ben progettate e realizzate, conserva l'agilità di un qualsiasi sax. Il canneggio di proporzioni intermedie tra un controfagotto ed un sax permette di suonare con la delicatezza del primo e la potenza del secondo, a seconda della tecnica di emissione e del bocchino utilizzato.
StuPanda
martedì 11 febbraio 2014
La Piva
La piva o piva emiliana è una cornamusa italiana in uso nell'Appennino parmense e piacentino. Nel Piacentino si diffuse prevalentemente nelle valli del Nure e dell'Arda, mentre nelle restanti vallate prese piede l'utilizzo della müsa. L'uso di questo strumento venne abbandonato nel periodo immediatamente successivo alla Seconda guerra mondiale. Era uno strumento solista usato prevalentemente per il ballo. Dagli anni ottanta del secolo scorso è iniziato un recupero dello strumento ad opera di numerosi gruppi musicali attivi nel Modenese e in altre zone dell'Emilia-Romagna. La piva è composta da una canna con fori digitali (chanter o s-cella in dialetto parmense), da due canne di bordone (maggiore e minore) e da una detta insufflatore. Tutte e tre sono inserite in unotre di pelle che costituisce il serbatoio dell'aria. L'otre è in pelle conciata, tradizionalmente di capretto, che viene cucita nella parte posteriore e si utilizzano le aperture di collo e zampe anteriori per l'inserimento, del chanter e dei bordoni, mentre viene fatto un apposito taglio per l'insufflatore. Il chanter, ad ancia doppia, è costruito in un unico pezzo di legno, lavorato al tornio, con sette fori per le dita nella sua parte anteriore, il foro per il mignolo è doppio per permettere l'uso dello strumento a destrimani e mancini (quello non utilizzato viene tappato con cera). Possiede altri fori chiusi detti di intonazione. Il bordone minore, ad ancia semplice, è costituito da due pezzi, lavorati al tornio, produce un suono un'ottava sotto rispetto alla nota più grave del chanter, viene tenuto appoggiato all'avambraccio. Il bordone maggiore, ad ancia semplice, è costituito da tre pezzi e produce un suono due ottave sotto alla nota più grave del chanter, la canna del bordone maggiore viene tenuta appoggiata alla spalla. Il fatto che i bordoni siano composti da più pezzi permette al musicista di accordarli prima di suonare, accorciando o allungando la lunghezza complessiva delle canne facendo scorrere avanti e indietro i singoli segmenti delle parti in innesto. L'insufflatore permette al musicista di immettere il fiato dentro l'otre che lo distribuisce in modo costante a chanter e bordoni, con la pressione che l'avambraccio esercita sull'otre stessa. Alcune pive raccolte da Ettore Guatelli sono conservate al museo etnografico di Ozzano Taro (PR).
Giovanni Allevi
La musica non è questione di numeri, ma di emozioni vissute...
da individui e ogni persona è unica e irripetibile, a suo modo infinita.
StuPanda
lunedì 10 febbraio 2014
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