Musica, musica musica e ancora musica, niente di meglio di quelle sette note che messe insieme fanno da colonna sonora alla nostra vita.
martedì 17 dicembre 2013
L'Ottobasso
L'ottobasso, chiamato anche col nome francese octobasse (octobass in inglese), è uno strumento ad arco, una sorta di enorme contrabbasso a tre corde, alto 3,85 m, inventato e realizzato dal liutaio francese Jean-Baptiste Vuillaume nel XIX secolo in collaborazione con Hector Berlioz.
Nel suo trattato di strumentazione, Berlioz ne parla in termini entusiastici: "Questo strumento ha suoni di potenza e bellezza considerevoli, pieni e forti senza essere aspri".
A suo giudizio, lo strumento ha un ottimo effetto nelle grandi ensemble sinfoniche e ne propone un'adozione su ampia scala, suggerendo l'uso di almeno tre ottobassi nelle orchestre che superano i 150 strumentisti.
Nonostante tali apprezzamenti, lo strumento non si è però mai affermato nell'usuale organico orchestrale.
Le spesse corde dello strumento non vengono premute con le dita ma con un sistema di leve per la mano sinistra, collocate alla base del manico, e di pedali comandati dall'esecutore, che muove contemporaneamente l'archetto stando in piedi su una pedana a fianco dello strumento.
La meccanica copre usualmente un'estensione totale di solo un'ottava e una quinta.
Per queste ragioni, vista anche la difficoltà nell'eseguire passaggi rapidi, Berlioz indica nell'orchestrazione la necessità di scrivere per lo strumento una parte distinta da quella dei contrabbassi. Esiste discordanza tra le fonti per quanto riguarda l'estensione e l'accordatura.
Anticamente si accreditava un'accordatura Do-Sol-Do o Do-Sol-Re con la corda più grave a 32,7 Hznel temperamento equabile (quindi solo una terza sotto il contrabbasso).
La differenza col contrabbasso è dovuta alle grandi proporzioni della cassa armonica e alla lunghezza delle corde, che danno un suono molto più scuro e ricco. Un esemplare conservato presso il museo del Conservatorio di Parigi monta corde in budello, con una lunghezza delle corde vibranti pari a 2,15 m e diametri di 4 mm, 5,3 mm e 8 mm rispettivamente per il Do (32,70 Hz), Sol (24,50 Hz) e Do (16,35 Hz), per una tensione di circa 35 kg ciascuna.Il Do a 16,35 Hz è fuori dal campo di udibilità umano e ai limiti della percepibilità: la frequenza è di un'ottava ed una terza sotto il contrabbasso, un'ottava sotto il controfagotto ed il tubax in Mi♭. Questi suoni sono talmente gravi che l'orecchio umano non può sentirli direttamente. Essi sono percepibili e diventano musicalmente utili grazie a due fenomeni fisici: gli armonici naturali ed il fenomeno del terzo suono di Tartini. In qualsiasi suono, contemporaneamente alla nota fondamentale risuonano armonici più acuti che la accompagnano e concorrono a costituirne il timbro. Nell'ottobasso questi armonici sono ampiamente compresi nel campo di udibilità e quindi risultano particolarmente evidenti all'ascolto. Nel momento in cui l'orecchio umano percepisce questi suoni armonici, grazie al fenomeno del terzo suono, ricostruisce la frequenza del suono fondamentale partendo dall'interferenza dei suoni armonici. La nota suonata risulta quindi chiaramente percepibile anche se si trova ai limiti del campo di udibilità.
StuPanda
Kurt Cobain
Punk significa libertà musicale.
E' dire, fare e suonare ciò che ti pare.
Sul dizionario Webster "nirvana" significa libertà dal dolore, dalla sofferenza del mondo esterno: è quanto di più vicino alla mia definizione di punk rock.
StuPanda
domenica 15 dicembre 2013
Il Pianoforte
Il pianoforte è uno strumento musicale a corde percosse mediante martelletti azionati da una tastiera. La tastiera è composta da 88 tasti, 52 di colore bianco e 36 di colore nero. I tasti bianchi rappresentano le note: do, re, mi, fa, sol, la, si. I tasti neri, invece, individuano le note bemolli e quelle diesis. Il pianoforte è il più diffuso strumento appartenente ai cordofoni a corde percosse, altri membri sono il clavicordo, oggi limitatamente utilizzato, e il fortepiano, progenitore del pianoforte. L'origine della parola pianoforte è italiana ed è riferita alla possibilità che lo strumento offre di suonare note a volumi diversi in base al tocco, possibilità negata invece da strumenti precedenti quali il clavicembalo. Anche mediante l'intervento sui pedali, che azionano particolari meccanismi, l'esecutore può modificare il suono risultante. Chi suona il pianoforte viene chiamato pianista. Nel clavicembalo, le corde vengono pizzicate da un plettro posizionato su un'asticella che si alza quando il tasto viene abbassato, non permettendo così di "colorire" il suono;In quanto strumento dotato di una tastiera e di corde, il pianoforte è simile al clavicordo e al clavicembalo, dai quali storicamente deriva. I tre strumenti differiscono nel meccanismo di produzione del suono:
- nel clavicordo, le corde vengono colpite da tangenti che possono rimanere in contatto con la corda stessa per la durata dell'azionamento del tasto;
- nel pianoforte, le corde sono colpite da martelletti che immediatamente rimbalzano, permettendo quindi alla corda di vibrare liberamente, fino al rilascio del tasto che provoca l'intervento dello smorzatore.
La Storia
Il primo modello di pianoforte fu messo a punto da Bartolomeo Cristofori, padovano alla corte fiorentina di Cosimo III de' Medici, a partire dal 1688. Per la precisione era un "gravicembalo col piano e forte", chiamato verso la fine del Settecento con il nome "fortepiano". La novità era l'applicazione di una martelliera al clavicembalo. L'idea di Cristofori era di creare un clavicembalo con possibilità dinamiche controllabili dall'esecutore; nel clavicembalo infatti le corde pizzicate non permettono di controllare la dinamica (anche per questo motivo, pianoforte e clavicembalo non appartengono alla stessa sottofamiglia). Uno dei primi problemi che si presentò fu quello dello scappamento che fu perfezionato da Cristofori nel 1720. Il fortepiano non ebbe successo in Italia, ma l'idea finì molti anni dopo in Germania, dove il costruttore di organi Gottfried Silbermann nel 1726 ricostruì una copia esatta del pianoforte di Cristofori, che sottopose al parere di Johann Sebastian Bach, che ne diede un parere negativissimo. Piacque molto invece a Federico II di Prussia, che per arricchire i propri palazzi ne comprò sette per 700 talleri. Alla bottega di Gottfried Silbermann si formò André Stein, che dopo essersi reso indipendente perfezionò ad Augusta, in un proprio stabilimento, i sistemi dello scappamento e degli smorzatori. Nel 1777 ricevette la visita di Wolfgang Amadeus Mozart, il quale fu molto entusiasta delle infinite possibilità espressive dello strumento. I figli di Stein si trasferirono in seguito a Vienna dove crearono una fabbrica di fortepiani. I primi "pianoforti verticali" furono creati forse nel 1780 da Johann Schmidt di Salisburgo e nel 1789 da William Southwell di Dublino. I costruttori francesi più famosi furono Sébastien Érard e Ignace Pleyel, i più grandi produttori di pianoforti dell'Ottocento. All'inizio del XX secolo la Steinway & Sons di New York brevettò il pianoforte con il telaio in ghisa e divenne il maggior produttore mondiale di pianoforti di qualità. Un valido costruttore italiano di pianoforti è stato Cesare Augusto Tallone. Attualmente, il costruttore italiano che è assurto a rinomanza mondiale è Fazioli.
StuPanda
sabato 14 dicembre 2013
Il Contrabbasso
Il contrabbasso è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni ad arco. Il suono viene prodotto tramite l'attrito sulle corde del crine di cavallo montato su una bacchetta di legno, detta archetto, mentre nel jazz viene suonato quasi esclusivamente pizzicando le corde con le dita della mano destra. È lo strumento con il suono più grave di tutti gli archi (se si esclude il rarissimo ottobasso): le quattro corde producono rispettivamente dalla più acuta alla più grave le note Sol-Re-La-Mi, in accordatura da orchestra. Per indicare con più precisione la reale altezza di una nota viene utilizzata una nomenclatura che affianca al nome della nota un numero. Questa numerazione inizia dalla nota più bassa del pianoforte (La0) fino alla nota più alta (Do8). Esistono anche altre accordature quali quella italiana da concerto (consistente nell'alzare l'intonazione delle corde di un tono) e quella viennese (La2, Fa♯2, Re2, La1). Esistono anche contrabbassi a cinque corde, dove la corda più grave è generalmente un Do1 o un Si0. In orchestra il contrabbasso ha raramente una funzione solistica per via del suo suono estremamente basso. Ha però una funzione indispensabile nell'"amalgamare" i suoni e dare sostegno agli strumenti acuti ed è lo strumento che, di solito, tiene il basso armonico della melodia dell'orchestra.
Le Origini
Una delle prime testimonianze sull'uso del contrabbasso è data dal quadro Nozze di Cana (1562-63) di Veronese in cui Tiziano è raffigurato mentre suona un contrabbasso. Monteverdi nel 1608 richiede un "basso di viola". Inizialmente il contrabbasso serviva solo a raddoppiare la viola da gamba (o il violoncello) all'ottava bassa. Successivamente ed in particolare nel periodo in cui fu attivo Beethoven grazie a virtuosi (Michele Berini e Domenico Dragonetti) il contrabbasso si svincola dalla mera funzione d'accompagnamento per raggiungere, con Giovanni Bottesini, le più alte vette espressive. Le accordature ed il numero delle corde variano in tutta Europa fino alla fine dell'Ottocento. Nella zona tedesca si utilizzava principalmente il contrabbasso a quattro corde, mentre in Italia era più usato quello a tre corde, dal suono più melodioso ma col difetto di avere un'estensione molto limitata in senso discendente. Il contrabbasso più utilizzato divenne quello a quattro corde non per qualche pregio particolare, ma perché i più grandi compositori del tempo erano tedeschi (ad esempio Mozart, Haydn e Beethoven). Nelle loro composizioni loro utilizzavano il contrabbasso a quattro corde principalmente perché nella loro zona era il più suonato. Richard Wagner e altri scrissero nelle loro opere anche musiche orchestrali in cui si prescriveva l'uso del basso a cinque corde (strumento di origine nordica), ancora oggi saltuariamente utilizzato. Oggi gran parte dei contrabbassi usati in orchestra è dotata di una prolunga per la quarta corda: la tastiera viene allungata in parte al riccio in modo da poter scendere fino ad un Re1 (nel caso di un'accordatura "standard"). Dato che la presenza delle chiavi renderebbe difficile posizionare correttamente la mano sinistra atta ad esercitare contropressione, la corda viene in quella zona premuta tramite leveraggi azionati dal musicista grazie ad una pulsantiera. Questa soluzione permette di ampliare l'estensione dello strumento verso il grave senza dover modificare l'accordatura o usare una quinta corda, cosa che implica profonde differenze costruttive ed esecutive dai modelli più diffusi.
StuPanda
Luciano Pavarotti
Chi sa fare musica la fa, chi la sa fare meno la insegna, chi la sa fare ancora meno la organizza, chi la sa fare così così la critica.
StuPanda
venerdì 13 dicembre 2013
Il Violoncello
Il violoncello è uno strumento musicale del gruppo dei cordofoni a corde strofinate (ad arco), appartenente alla famiglia degli archi; è dotato di quattro corde, accordate ad intervalli di quinta giusta. Rientra nella sottofamiglia dei "violini", di cui fanno parte quegli strumenti ad arco con quattro corde, accordati ad intervalli di quinta, che presentano dei tagli ad "effe" sulla tavola armonica (o piano armonico). La sottofamiglia dei "violini" si differenzia così dalla sottofamiglia delle "viole" che comprende invece la viola da gamba e altri strumenti antichi con tagli a "C", accordati per quarte e terze, con corde in numero variabile da tre, a sei-sette o più. Si suona da seduti tenendo lo strumento tra le gambe, poggiato su un puntale presente nella parte inferiore dello strumento. L'esecutore muove l'archetto trasversalmente sulle corde. Il violoncello moderno possiede quattro corde accordate ad intervalli di quinta giusta: la corda del La (cantino), del Re, del Sol e del Do. La corda del La emette un suono tre semitoni più in basso del Do centrale e la corda del Do è due ottave più basse del Do centrale. Il violoncello è strettamente associato alla musica classica, ma viene usato anche nella musica Rock (nella suite "Atom Heart Mother" dei Pink Floyd; nei concerti di David Gilmour del 2002 raccolti nel DVD "David Gilmour in Concert" e nell'album "On an Island" dello stesso Gilmour, in entrambi accompagnato dalla nota violoncellista Caroline Dale, nota per le sue collaborazioni con vari musicisti rock tra cui Jimmy Page e Robert Plant nel tour del 1994 per promuovere l'album "No Quarter", Oasis, Sinéad O'Connor) e heavy metal. È parte dell'orchestra, del quartetto d'archi e di molti altri gruppi di musica da camera. Molti sono i concerti e le sonate scritte per violoncello. È meno comune nella musica popolare.
StuPanda
giovedì 12 dicembre 2013
La Viola da gamba
La viola da gamba è un cordofono ad arco dotato di norma di sette (viola francese) o sei corde (viola inglese, normalmente usata per lo studio) intonate per successione di due quarte. Ha indicate sulla tastiera le distanze intervallari di semitono attraverso la posizionatura trasversale di corde di budello animale (la cosiddetta tastatura), comunemente chiamati legacci. Le dimensioni reperibili - e, di conseguenza, le possibilità di estensione melodica - sono numerose, dalla viola soprano (la più piccola) al contrabbasso di viola (o violone), passando per la viola contralto, la tenore e la bassa (in ordine crescente di dimensioni). La viola da gamba più usata come strumento solistico è quella bassa. Lo strumento musicale, in base al formato, è collocato sulle o tra le ginocchia; l'archetto, sostenuto dal di sotto, sfrega le corde con un fascio di crine di cavallo. In Spagna la viola da gamba viene detta vihuela de arco e si distingue dalla vihuela de mano, pizzicata dalle dita e simile alla chitarra classica. Per la conoscenza della famiglia delle viole si segnala il trattato Regola Rubertina, diviso in due parti risalenti rispettivamente al1542 e al 1543, opera di Silvestro Ganassi dal Fontego; di notevole importanza risulta anche il Tratado de glosas (1553) dello spagnolo Diego Ortiz, dedicato alla vihuela e ricco di informazioni sulla pratica dell'improvvisazione e dell'elaborazione. I principali compositori per viola da gamba annoverano Monsieur de Sainte Colombe, Marin Marais, Bach con le sue sonate per viola da gamba e clavicembalo, Telemann,Karl Friedrich Abel, Claude Gervaise, Marc-Antoine Charpentier, Arcangelo Corelli, François Couperin, Antoine Forqueray, Girolamo Frescobaldi,Tobias Hume, Diego Ortiz e Henry Purcell. Attualmente gli interpreti più noti e autorevoli del repertorio musicale dedicato alla viola da gamba sono il catalano Jordi Savall e il belga Wieland Kuijken, ai quali va riconosciuto il merito di aver portato tanto lo strumento quanto le musiche per esso composte a conoscenza del grande pubblico.
StuPanda
# 3 Frank Zappa
L'informazione non è conoscenza, la conoscenza non è saggezza, la saggezza non è verità, la verità non è bellezza, la bellezza non è amore, l'amore non è musica, la musica è il meglio.
StuPanda
mercoledì 11 dicembre 2013
La Viola
Col termine viola si indica uno strumento appartenente alla famiglia degli archi, nella quale ricopre il ruolo della voce di contralto-tenore.
La cassa ha una lunghezza variabile tra i 38 e i 44 cm, contro i 35.5-36 del violino, rispetto al quale è accordata una quinta sotto e presenta un timbro più profondo e meno brillante; risulta invece un'ottava sopra il violoncello. La tecnica della mano sinistra e dell'arco sono simili al violino e la chiave musicale di lettura utilizzata più frequentemente è quella di contralto.
Le viole di piccole dimensioni (da 38 a 40 cm) hanno una voce nasale ma più brillante, che ne esalta il registro acuto; quelle grandi (da 40 a 44) un timbro caldo e rotondo, che ne enfatizza il registro grave.
- 1° corda: La3
- 2° corda: Re3
- 3° corda: Sol2
- 4° corda: Do2
Le dimensioni dello strumento non sono mai state standardizzate, in quanto se una viola presentasse le stesse proporzioni tra tessitura e dimensioni che si ritrovano nel violino, la sua cassa dovrebbe avere una lunghezza di 53 cm, e ne risulterebbe uno strumento con prestazioni sonore molto più efficaci, soprattutto quanto a bellezza e profondità nel registro basso, ma troppo grande per essere suonato sulla spalla come il violino.
Gli strumenti più grandi risultano più difficili da maneggiare, mentre quelli di piccole dimensioni hanno raramente un suono sufficientemente profondo sulla IV corda, perciò i liutai hanno scelto di costruire i loro strumenti in dimensioni differenti a seconda che lo scopo fosse produrre un suono da contralto o da tenore, sebbene anche le esigenze legate alla lunghezza delle braccia dei violisti e al repertorio abbiano talvolta giocato un ruolo decisivo.
La dimensione media della cassa, considerata oggi "standard", è compresa tra i 42 e i 43 cm.
Sia a causa delle dimensioni relativamente contenute della cassa armonica rispetto alla tessitura, sia a causa della difficoltà a salire verso il ponticello con la mano sinistra per la grandezza dello strumento, la tessitura in acuto è meno estesa che nel violino e nel violoncello.
Queste caratteristiche sonore e di difficoltà tecnica, combinate insieme, ne condizionano il linguaggio, in cui meno frequenti sono i passaggi di grande agilità per la mano sinistra e per l'arco e le corde doppie. Tuttavia, la tessitura centrale e le risorse espressive ne hanno determinato un ruolo importantissimo nell'orchestra e ancor di più nella musica da camera.
StuPanda
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Massimo D'Azeglio
Non sarebbe la musica una lingua perduta, della quale abbiamo dimenticato il senso, e serbato soltanto l'armonia?
I miei ricordi
StuPanda
martedì 10 dicembre 2013
Theodor Adorno
La sospensione del tempo, intesa come la fine di ogni coercizione, è l'ideale della musica.
Il fido maestro sostituto
StuPanda
Il violino
Il violino è uno strumento musicale della famiglia degli archi, dotato di quattro corde intonate ad intervalli di quinta. Si tratta dello strumento più piccolo e dalla tessitura più acuta tra i membri della sua famiglia. La corda più bassa (e quindi la nota più bassa ottenibile) è il sol2, il sol subito sotto al do centrale (do3); le altre corde sono, in ordine crescente, il re3, il la3 e il mi4. Le parti per violino utilizzano la chiave di violino. Quando devono essere eseguite note e passaggi particolarmente acuti si usa un'apposita indicazione che avvisa di trasportare le note interessate all'ottava superiore. Fino al XVIII secolo, invece, a seconda della tessitura dello specifico brano o frammento musicale, veniva usato un grande numero di chiavi secondarie: chiave di basso all'ottava superiore, contralto, mezzosoprano, soprano, e chiave di violino francese. Violinista è colui che suona il violino; l'artigiano che lo costruisce o lo ripara è il liutaio. Il più noto violinista di tutti i tempi fu Niccolò Paganini, nato a Genova nel 1782 e morto a Nizza nel 1840. Anche molti tra i liutai più famosi sono italiani: tra questi Antonio Stradivari, Giovanni Paolo Maggini, Giovanni Battista Guadagnini, la famiglia Testore, e le dinastie dei Guarneri e degliAmati.
Com'è fatto
Il violino, essenzialmente, è costituito dalla cassa armonica (necessaria per la risonanza) e dal manico, innestato nella parte superiore della cassa; tutte le parti sono in legno. La cassa armonica dello strumento, di lunghezza standard di 35,6 cm (tra i 34,9 ed i 36,2 cm), di forma curva e complessa (ricorda abbastanza la forma del numero 8) è costituita da una tavola armonica (detta anche piano armonico), di abete rosso e da un fondo, generalmente in acero montano, uniti da fasce in legno d'acero curvato. Sia la tavola che il fondo possono essere formati da un unico pezzo di legno, ma più spesso sono composti da due pezzi affiancati. Le fasce vengono modellate a caldo con un apposito ferro. Sia fondo che piano armonico sono convessi e il loro spessore varia dal centro dei due piani verso il bordo esterno; le elaborate curvature vengono ottenute con un certosino lavoro di scultura a mano. A pochi millimetri dal bordo della tavola armonica (che sporge dalle fasce) viene intagliata nella faccia esterna della stessa tavola, lungo tutto il perimetro, una scanalatura larga poco più di un millimetro, in cui viene inserito un filetto formato da tre strati di diverse essenze di legno (generalmente ebano - ciliegio - ebano); il filetto, oltre ad avere una funzione decorativa (come normalmente avviene in ebanisteria), legando insieme le venature del legno, aiuta a stabilizzare eventuali crepe "soprattutto ai margini superiore ed inferiore dello strumento, dove il legno si presenta di testa". Nel piano sono ricavate le uniche due aperture della cassa, due fessure chiamate effe perché hanno la forma di quella lettera dell'alfabeto nella scrittura corsiva. Internamente, incollata per circa quattro settimi della lunghezza totale della tavola armonica, è situata la catena, un listello in legno di abete, lavorato e sagomato in modo che aderisca perfettamente alla curvatura interna del piano. Essa contribuisce a "distribuire" la pressione generata dalle corde tese; in più distribuisce le vibrazioni prodotte dalle corde lungo tutto il piano armonico. Tavola armonica e fondo sono collegati tra loro, oltre che dalle fasce, anche da un listello cilindrico di abete di circa 6 mm di diametro, detto anima, posto all'interno della cassa armonica. L'anima è incastrata (non incollata) fra tavola e fondo in una precisa posizione, vicino al "piede destro" del ponticello; serve a trasmettere le vibrazioni al fondo dello strumento e, anch'essa, interviene distribuendo sul fondo la pressione impressa dalle corde. Il posizionamento corretto dell'anima è fondamentale per ottenere la migliore qualità sonora ed il giusto equilibro timbrico e di intensità fra le 4 corde. Nella cassa armonica è innestato superiormente il manico, di acero, che termina nella cassetta dei piroli o cavigliera, ornata superiormente da un fregio ad intaglio chiamato riccio. Sulla faccia superiore del manico è incollata la tastiera, in ebano, sulla quale il violinista premerà le corde con le dita. Le estremità superiori delle corde vengono avvolte attorno ai piroli o bischeri nella cavigliera (che servono a tenderle e modificarne la tensione, quindi all'accordatura). Le corde passano su di un sostegno all'inizio del manico (capotasto), scorrono al di sopra della tastiera e si appoggiano sul ponticello, una lama verticale, in legno di acero, che trasmetterà la vibrazione delle corde al piano armonico. Vanno infine a fissarsi alla cordiera, collegata, per mezzo di un apposito cavo, al bottone. Il ponticello ha due funzioni: trasmette le vibrazioni sonore alla cassa armonica, dove vengono amplificate e riflesse, uscendo infine dalle effe; mantiene le corde in una posizione arcuata, permettendo all'archetto di toccarne una sola. Il violino nella sua forma moderna è, nella sua essenza quanto mai "antica" ed artigianale (non contiene alcuna parte metallica al di fuori delle corde), una "macchina di precisione" in uno stato di delicatissimo equilibrio: le forme, i vari elementi ed anche i più minuti dettagli costruttivi, oltre alla grande cura nel montaggio, derivano da un affinamento rimasto quasi immutato da più di 500 anni. Le curvature di piano e fondo, la forma della catena e delle "effe" e lo spessore dei legni usati sono determinanti per la qualità e la personalità del suono dello strumento. Su questi parametri si può, in parte, anche intervenire a posteriori: spostare anche solo di un millimetro gli elementi "mobili" come anima e ponticello provoca cambiamenti evidenti: è la cosiddetta "messa a punto" dello strumento eseguita per ottenere caratteristiche sonore ricercate dal violinista o per ottimizzare la resa dello strumento. Cassa e riccio vengono ricoperti da una vernice, a base d'olio o di alcool, ricca di resine vegetali ed altri pigmenti. I liutai sono da sempre impegnati nello studio delle antiche ricette per le vernici e nell'elaborazione di nuove, dal momento che la vernice determina in maniera forte l'impressione estetica dello strumento e condiziona anche la resa sonora.
L'archetto
L'archetto, più spesso semplicemente detto arco, è costituito da un'asticella di legno molto elastico, modellato e curvato a fuoco, ai cui estremi (detti punta e tallone) viene agganciato, mediante un'operazione tecnicamente definita "incrinatura" (talvolta anche "crinatura"), un fascio di crini di coda di cavallo maschio, tenuto teso da un meccanismo a vite chiamato nasetto. La bacchetta può avere sezione circolare per tutta la sua lunghezza (più frequente negli archi di grande pregio), oppure sezione ottagonale per più di metà arco smussandosi poi alla punta fino a raggiungere la sezione circolare. I crini vengono fatti sfregare sulle corde mettendole in vibrazione e producendo il suono. Per ottenere l'attrito necessario a mettere in vibrazione le corde, il violinista passa sui crini la colofònia (detta comunemente "pece") composta prevalentemente di resina di larice ed altre sostanze che determinano la possibilità per il crine di mettere in vibrazione la corda.
StuPanda
lunedì 9 dicembre 2013
Viella
In un'accezione più ampia, con il termine "viella" (o il suo sinonimo fidula, o, ancora, liuto ad arco) si indica una famiglia di cordofoni a corde sfregate, simili a quello europeo e diffusi in varie parti del mondo, quali l'Asia orientale (per esempio, il cinese erhu), o il mondo arabo-islamico.
Hieronymus de Moravia, domenicano vissuto nel XIII secolo, diede una descrizione dettagliata della viella dei suoi tempi, che era a cinque corde.
Ma prima di quell'epoca, da alcune rappresentazioni pittoriche pervenuteci, la viella aveva quattro corde; così afferma François Joseph Fétis nelle Recherches historiques et critiques sur l'origine et les transformations des instruments à archet (1856).
Martin Gerbert (1774) afferma che il numero delle corde era facoltativo e andava da tre a cinque nel periodo fra l'XI e il XIII secolo, epoca in cui venne codificato il numero di cinque corde.
Su un capitello del portico della chiesa abbaziale di Vézelay, si vede un menestrello che porta al fianco una viella con quattro corde unite a due a due.
Sul portale occidentale della Cattedrale di Chartres (circa 1140) è scolpito un personaggio che suona la viella a cinque corde.
Un'altra viella si trova raffigurata sulla facciata della casa dei musicisti di Reims ed è a tre corde.
La viella fu usata correntemente fino al XV secolo (epoca in sui è raffigurata in grande dettaglio, fra l'altro, in numerose tavole di Hans Memling e in un celebre polittico di Jan van Eyck).
Nel XVI secolo fu soppiantata da altri strumenti ad arco, particolarmente dalla famiglia delle viole da gamba, ma lo schema di uno strumento accordato per quinte e senza tasti fu ripreso nelle viole da braccio (violino, viola e violoncello).
Nell'iconografia appare impiegata sia da strumentisti di corte (menestrelli) sia da gruppi di angeli che suonano e cantano: è quindi verosimile che fosse impiegata sia nella musica profana che in quella sacra.
Nei manoscritti medievali non è mai specificato se una parte debba essere eseguita vocalmente o con uno strumento, ma le testimonianze di Hieronymus de Moravia e di Johannes de Grocheio suggeriscono che i chierici che sapevano suonare la viella fossero tutt'altro che rari.
La sua estensione la rende particolarmente adatta ad eseguire le voci gravi (tenor econtratenor) delle composizioni polifoniche.
Numerose immagini pittoriche e scultoree mostrano vielle di grandi dimensioni che dovevano essere appoggiate sulla spalla destra, anziché sulla sinistra, per permettere alla mano sinistra di raggiungere l'estremità della tastiera.
Secondo lo studio compiuto da Lionel Dieu sulle sculture romaniche in area francese, le diverse forme di viella si possono classificare come segue:
- viella piriforme, senza manico e senza tastiera, in cui la cassa è connessa direttamente alla cavigliera all'altezza del capotasto;
- viella con manico ma senza tastiera (la cassa di questo tipo di viella può avere forme diverse: piriforme, ovale, ellittica);
- viella piriforme con tastiera ma senza manico (la tastiera compare all'inizio del XII secolo);
- viella ovale o semi-ovale, con manico separato dalla cassa e dotato di tastiera.
Queste quattro tipologie, nell'ordine, corrispondono all'evoluzione dello strumento nel tempo, ma le forme più arcaiche coesisono con le forme più sviluppate, ancora alla fine del XII secolo.
StuPanda
William Shakespeare
Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sè, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli anni inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebro.
Nessuno fidi mai di un uomo simile.
Il mercante di Venezia
StuPanda
domenica 8 dicembre 2013
La Chitarra Elettrica
La chitarra elettrica è un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up.
Il segnale viene quindi prelevato all'uscita e convogliato in un amplificatore acustico affinché il suono dello strumento sia reso udibile.
La chitarra elettrica è formata da:
Le più diffuse chitarre elettriche, le solid body, letteralmente "corpo solido", non hanno una cassa di risonanza, bensì un corpo di legno pieno (o, più raramente, di altri materiali quali resine sintetiche, resine acriliche, plexiglass).
La forma del corpo, il legno con cui è realizzato, ed il tipo di pick-up utilizzato sono determinanti ai fini della resa sonora dello strumento.
Esistono tre principali tipi di solid body, che differiscono per il modo in cui il manico ed il corpo vengono uniti: bolt-on neck ("manico avvitato"), cioè con manico avvitato al corpo (es: Fender Stratocaster), neck-thru body ("manico attraverso il corpo") cioè con manico che percorre l'intera lunghezza della chitarra, corpo compreso (es: Ibanez RGT), e set-in-neck (o "set-neck") ("manico attaccato"), cioè con manico incollato al corpo della chitarra (es: Gibson Les Paul).
Le chitarre a manico avvitato sono caratterizzate da un suono generalmente più ricco di alte frequenze, povero di quelle medie e scarso di bassi profondi; c'è tuttavia da precisare che, vista l'altissima influenza che la scelta dei materiali, la tecnica costruttiva, e la mano del liutaio possono esercitare sullo strumento finito, non sono rari i casi di strumenti che contravvengono a queste "regole".
Questo sistema, oltre ad essere più economico, permette di effettuare delle lavorazioni, compreso il cambio del manico, in maniera più semplice.
Jimi Hendrix era noto riassemblare le Fender Stratocaster che distruggeva durante i concerti recuperando pezzi sani da diverse chitarre.
Anche la famosa Blackie di Eric Clapton è il risultato di un corpo e un manico provenienti originariamente da diverse chitarre.
Le chitarre con il manico passante nel corpo sono caratterizzate da un notevole sustain, da un buon bilanciamento di suoni fra alti, medi e bassi, e da un perfetto allineamento manico-corpo.
Secondo molti risultano particolarmente "comode" da suonare, in quanto normalmente si ha un accesso molto più facile ai tasti più vicini al corpo rispetto a strumenti in cui sono utilizzati gli altri due tipi di giunzione. Giunzione: per motivi pratici non è possibile nelle chitarre con sistema bolt-on fissare il manico troppo esternamente al corpo dello strumento (mentre in alcune chitarre con sistema set-in, il problema viene ovviato, ad esempio nella Gibson SG).
Ha come lato negativo l'impossibilità di agire sull'attacco manico-corpo e di sostituire il manico, qualora fosse necessario; infatti generalmente il manico, per garantire solidità, viene costituito da diverse parti di legno incollate tra loro longitudinalmente, rispetto alla chitarra, e più raramente al suo interno vengono incollate delle barre in fibra di carbonio (proprio per l'impossibilità di cambiare il manico in caso di rottura).
Le chitarre con il manico incollato al corpo hanno in linea di massima le caratteristiche positive, in termini di sustain e bilanciamento delle frequenze, simili a quelle con il manico passante ma in queste chitarre risulta possibile operare sul manico.
Ovviamente, visto che il sistema è incollato, il lavoro dovrà comunque essere fatto da un liutaio.
I legni principalmente utilizzati sono: per bolt-on neck, ontano e tiglio per il corpo, acero per il manico, eventuale ricopertura in palissandro per la tastiera; per il neck-thru, mogano per il corpo, frassino o acero per il manico, palissandro per la tastiera; per il set-neck generalmente si utilizza mogano sia per il corpo che per il manico, e palissandro per la tastiera. Esistono tuttavia numerosissimi modelli che usano legni diversi da questi citati. Le chitarre costruite in Asia possono utilizzare legni locali, come l'agathis al posto dell'ontano e il nato al posto del mogano, che hanno rese acustiche simili. Anche il PVC è stato utilizzato per realizzare delle chitarre solid body, e più recentemente si stanno utilizzando materiali compositi con sagomature interne per replicare la timbrica dei vari legni.
StuPanda
Il segnale viene quindi prelevato all'uscita e convogliato in un amplificatore acustico affinché il suono dello strumento sia reso udibile.
La chitarra elettrica è formata da:
- la paletta che contiene le "meccaniche", che permettono alle corde di essere tese mantenendo l'accordatura desiderata;
- il manico, sul quale è montata la tastiera che permette di suonare, premendo le corde contro di essa, le note
- la cassa armonica che è più sottile di quella della chitarra classica e che non ha la buca (anche se vi è il caso delle chitarre cosiddette "semiacustiche", che generalmente possiedono due buche ad effe, come quelle degli archi)
- il ponte, che può essere fisso oppure "tremolo" vale a dire quando "ospita" una leva che, azionata, muove il ponte stesso ottenendo il vibrato grazie alla variazione di tensione delle corde;
- da uno o più pick-up che sono dei trasduttori che trasformano le vibrazioni delle corde in segnali elettrici; i pick-up sono formati da un avvolgimento di rame intorno ad una combinazione di magneti e materiali di diverso tipo.
Le più diffuse chitarre elettriche, le solid body, letteralmente "corpo solido", non hanno una cassa di risonanza, bensì un corpo di legno pieno (o, più raramente, di altri materiali quali resine sintetiche, resine acriliche, plexiglass).
La forma del corpo, il legno con cui è realizzato, ed il tipo di pick-up utilizzato sono determinanti ai fini della resa sonora dello strumento.
Esistono tre principali tipi di solid body, che differiscono per il modo in cui il manico ed il corpo vengono uniti: bolt-on neck ("manico avvitato"), cioè con manico avvitato al corpo (es: Fender Stratocaster), neck-thru body ("manico attraverso il corpo") cioè con manico che percorre l'intera lunghezza della chitarra, corpo compreso (es: Ibanez RGT), e set-in-neck (o "set-neck") ("manico attaccato"), cioè con manico incollato al corpo della chitarra (es: Gibson Les Paul).
Le chitarre a manico avvitato sono caratterizzate da un suono generalmente più ricco di alte frequenze, povero di quelle medie e scarso di bassi profondi; c'è tuttavia da precisare che, vista l'altissima influenza che la scelta dei materiali, la tecnica costruttiva, e la mano del liutaio possono esercitare sullo strumento finito, non sono rari i casi di strumenti che contravvengono a queste "regole".
Questo sistema, oltre ad essere più economico, permette di effettuare delle lavorazioni, compreso il cambio del manico, in maniera più semplice.
Jimi Hendrix era noto riassemblare le Fender Stratocaster che distruggeva durante i concerti recuperando pezzi sani da diverse chitarre.
Anche la famosa Blackie di Eric Clapton è il risultato di un corpo e un manico provenienti originariamente da diverse chitarre.
Le chitarre con il manico passante nel corpo sono caratterizzate da un notevole sustain, da un buon bilanciamento di suoni fra alti, medi e bassi, e da un perfetto allineamento manico-corpo.
Secondo molti risultano particolarmente "comode" da suonare, in quanto normalmente si ha un accesso molto più facile ai tasti più vicini al corpo rispetto a strumenti in cui sono utilizzati gli altri due tipi di giunzione. Giunzione: per motivi pratici non è possibile nelle chitarre con sistema bolt-on fissare il manico troppo esternamente al corpo dello strumento (mentre in alcune chitarre con sistema set-in, il problema viene ovviato, ad esempio nella Gibson SG).
Ha come lato negativo l'impossibilità di agire sull'attacco manico-corpo e di sostituire il manico, qualora fosse necessario; infatti generalmente il manico, per garantire solidità, viene costituito da diverse parti di legno incollate tra loro longitudinalmente, rispetto alla chitarra, e più raramente al suo interno vengono incollate delle barre in fibra di carbonio (proprio per l'impossibilità di cambiare il manico in caso di rottura).
Le chitarre con il manico incollato al corpo hanno in linea di massima le caratteristiche positive, in termini di sustain e bilanciamento delle frequenze, simili a quelle con il manico passante ma in queste chitarre risulta possibile operare sul manico.
Ovviamente, visto che il sistema è incollato, il lavoro dovrà comunque essere fatto da un liutaio.
I legni principalmente utilizzati sono: per bolt-on neck, ontano e tiglio per il corpo, acero per il manico, eventuale ricopertura in palissandro per la tastiera; per il neck-thru, mogano per il corpo, frassino o acero per il manico, palissandro per la tastiera; per il set-neck generalmente si utilizza mogano sia per il corpo che per il manico, e palissandro per la tastiera. Esistono tuttavia numerosissimi modelli che usano legni diversi da questi citati. Le chitarre costruite in Asia possono utilizzare legni locali, come l'agathis al posto dell'ontano e il nato al posto del mogano, che hanno rese acustiche simili. Anche il PVC è stato utilizzato per realizzare delle chitarre solid body, e più recentemente si stanno utilizzando materiali compositi con sagomature interne per replicare la timbrica dei vari legni.
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Giacomo Leopardi
L'effetto naturale e generico della musica in noi, non deriva dall'armonia ma dal suono, il quale ci elettrizza e scuote al primo colpo anche quando sia monotono.
Questo è quello che la musica ha di speciale sopra le altre arti.
Giacomo Leopardi, Zibaldone
StuPanda
Questo è quello che la musica ha di speciale sopra le altre arti.
Giacomo Leopardi, Zibaldone
StuPanda
sabato 7 dicembre 2013
Victor Hugo
La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silanzio.
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venerdì 6 dicembre 2013
Ukulele
L'ukulele è uno strumento musicale, un cordofono, appartenente alla famiglia delle chitarre. È l'adattamento hawaiano di uno strumento di origine portoghese, denominato cavaquinho ma comunemente chiamato anche braguinha o machete.La principale caratteristica sonora dello strumento è il forte attacco seguito uno smorzamento velocissimo
Di forma minuscola, con il corpo e il piccolo manico l'ukulele fu inventato nel 1879 da immigrati portoghesi trasferiti nelle Hawaii.
Il nome in lingua hawaiana significa pulce saltellante e sembra sia collegato alla velocità con cui abitualmente questo strumento viene suonato.
Esiste in almeno cinque diverse versioni, a seconda della lunghezza della tastiera e della grandezza del corpo. Dalla più piccola alla più grande sono: sopranino, soprano, concerto, tenore e baritono.
Ha quasi sempre quattro corde singole (a volte ordini doppi o tripli).
L'ukulele soprano, che è il più diffuso, è accordato con accordatura rientrante, dal grave verso l'acuto: Sol, Do, Mi, La (G, C, E, A).
Il quarto ordine, sol, è quindi accordato all'ottava superiore (un tono sotto al cantino).
Tuttavia è piuttosto comune sostituire questa corda con un Sol di diverso diametro, accordato all' ottava inferiore.
L'ukulele è comunemente associato con la musica delle Hawaii, tuttavia ha goduto di un ampio utilizzo anche nella musica rock e pop, grazie ad artisti soprattutto britannici e statunitensi che ne hanno apprezzato il suono singolare.
Al giorno d’oggi sono sempre più numerosi i gruppi che scelgono di utilizzare l’ukulele nei propri arrangiamenti.
Il prezzo degli ukulele varia in base alla manifattura e i materiali dello strumento. Ad esempio, un ukulele prodotto dai più esperti liutai Hawaiani, in Acacia koa, può arrivare a costare migliaia di dollari.
StuPanda
Di forma minuscola, con il corpo e il piccolo manico l'ukulele fu inventato nel 1879 da immigrati portoghesi trasferiti nelle Hawaii.
Il nome in lingua hawaiana significa pulce saltellante e sembra sia collegato alla velocità con cui abitualmente questo strumento viene suonato.
Esiste in almeno cinque diverse versioni, a seconda della lunghezza della tastiera e della grandezza del corpo. Dalla più piccola alla più grande sono: sopranino, soprano, concerto, tenore e baritono.
Ha quasi sempre quattro corde singole (a volte ordini doppi o tripli).
L'ukulele soprano, che è il più diffuso, è accordato con accordatura rientrante, dal grave verso l'acuto: Sol, Do, Mi, La (G, C, E, A).
Il quarto ordine, sol, è quindi accordato all'ottava superiore (un tono sotto al cantino).
Tuttavia è piuttosto comune sostituire questa corda con un Sol di diverso diametro, accordato all' ottava inferiore.
L'ukulele è comunemente associato con la musica delle Hawaii, tuttavia ha goduto di un ampio utilizzo anche nella musica rock e pop, grazie ad artisti soprattutto britannici e statunitensi che ne hanno apprezzato il suono singolare.
Al giorno d’oggi sono sempre più numerosi i gruppi che scelgono di utilizzare l’ukulele nei propri arrangiamenti.
Il prezzo degli ukulele varia in base alla manifattura e i materiali dello strumento. Ad esempio, un ukulele prodotto dai più esperti liutai Hawaiani, in Acacia koa, può arrivare a costare migliaia di dollari.
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Kingdom Hearts Suondtraks
http://www.youtube.com/watch?v=g25QXnhVijQ Kingdom Hearts Dearly Beloved
http://www.youtube.com/watch?v=15n8s3rBiEU Kingdom Hearts Opening
Tutte le tracce sono composte ed arrangiate da Yoko Shimomura, salvo i brani portanti di alcuni capitoli cantati, scritti e composti da Utada Hikaru ed alcune musiche tratte da film Disney, come Under the Sea di Alan Menken o This is Halloween di Danny Elfman.
Kingdom Hearts Original Sound track è la colonna sonora ufficiale del primo capitolo di Kingdom Hearts.
È stata messa in vendita per la prima volta in Giappone il 25 marzo del 2002 dalla Toshiba-EMI, poi è uscita in Europa il 25 novembre dello stesso anno, mentre negli USA è uscita solo il 23 marzo del 2003, prodotta dalla Virgin Records.
La raccolta comprende due cd composti dalle musiche del videogioco più due brani bonus.
I pezzi sono realizzati da Yoko Shimomura, con la voce di Utada Hikaru per il brano portante "Simple And Clean" (anche nella versione corta in remix nella sigla iniziale) e "Hikari" nella versione giapponese.
La musica per l'orchestra è stata arrangiata da Kaoru Wada ed eseguita dalla New Japan Philharmonic Orchestra.
StuPanda e Chamix the Stampede
http://www.youtube.com/watch?v=15n8s3rBiEU Kingdom Hearts Opening
Tutte le tracce sono composte ed arrangiate da Yoko Shimomura, salvo i brani portanti di alcuni capitoli cantati, scritti e composti da Utada Hikaru ed alcune musiche tratte da film Disney, come Under the Sea di Alan Menken o This is Halloween di Danny Elfman.
Kingdom Hearts Original Sound track è la colonna sonora ufficiale del primo capitolo di Kingdom Hearts.
È stata messa in vendita per la prima volta in Giappone il 25 marzo del 2002 dalla Toshiba-EMI, poi è uscita in Europa il 25 novembre dello stesso anno, mentre negli USA è uscita solo il 23 marzo del 2003, prodotta dalla Virgin Records.
La raccolta comprende due cd composti dalle musiche del videogioco più due brani bonus.
I pezzi sono realizzati da Yoko Shimomura, con la voce di Utada Hikaru per il brano portante "Simple And Clean" (anche nella versione corta in remix nella sigla iniziale) e "Hikari" nella versione giapponese.
La musica per l'orchestra è stata arrangiata da Kaoru Wada ed eseguita dalla New Japan Philharmonic Orchestra.
StuPanda e Chamix the Stampede
giovedì 5 dicembre 2013
Guglielmo Seller
Prima del primo giorno Dio creò la musica e dopo tutto il resto, così il tempo gli passava meglio.
StuPanda
StuPanda
Final Fantasy soundtracks
http://www.youtube.com/watch?v=6UARM4q7hHU Final Fantasy VII
http://www.youtube.com/watch?v=8vCKFeO3nNs Final Fantasy VII Aerith's Theme
http://www.youtube.com/watch?v=F_yWG6yHmJg Final Fantasy VIII Eyes on me
http://www.youtube.com/watch?v=F_yWG6yHmJg Final Fantasy VIII Liberi fatali
http://www.youtube.com/watch?v=LvIp4tRIUJI Final Fantasy X intro
http://www.youtube.com/watch?v=MOJ91H4mraU Final Fantasy VII: Crisis Core The price of freedom
La maggior parte delle colonne sonore degli episodi di Final Fantasy è composta da Nobuo Uematsu, mentre il character design è affidato maggiormente a Yoshitaka Amano.
Final Fantasy è uno dei primi videogiochi sviluppati con la filosofia Polymorphic Content, ovvero una strategia di mercato in cui coinvolgere più piazze, cosi è uscito l'album Compilation of Final Fantasy VII, dove sono racchiuse le più importante e belle soundtrack del videogioco.
StuPanda e Chamix the Stampede
http://www.youtube.com/watch?v=8vCKFeO3nNs Final Fantasy VII Aerith's Theme
http://www.youtube.com/watch?v=F_yWG6yHmJg Final Fantasy VIII Eyes on me
http://www.youtube.com/watch?v=F_yWG6yHmJg Final Fantasy VIII Liberi fatali
http://www.youtube.com/watch?v=LvIp4tRIUJI Final Fantasy X intro
http://www.youtube.com/watch?v=MOJ91H4mraU Final Fantasy VII: Crisis Core The price of freedom
La maggior parte delle colonne sonore degli episodi di Final Fantasy è composta da Nobuo Uematsu, mentre il character design è affidato maggiormente a Yoshitaka Amano.
Final Fantasy è uno dei primi videogiochi sviluppati con la filosofia Polymorphic Content, ovvero una strategia di mercato in cui coinvolgere più piazze, cosi è uscito l'album Compilation of Final Fantasy VII, dove sono racchiuse le più importante e belle soundtrack del videogioco.
StuPanda e Chamix the Stampede
mercoledì 4 dicembre 2013
Silent hill Soundtrak
http://www.youtube.com/watch?v=vQIZuiRQ9T0
Silent hill 2
http://www.youtube.com/watch?v=4rAC6-UhJzw
Silent hill 4
La colonna sonora di Silent Hill è stata composta da Akira Yamaoka, che ha richiesto di entrare a far parte dello staff di sviluppo dopo che il compositore originale se n'era andato.
Yamaoka non ha mai guardato le scene del gioco, ma ha creato la colonna sonora indipendentemente.
Lo stile delle sue composizioni è stato influenzato da Angelo Badalamenti, il compositore della serie TV I segreti di Twin Peaks, dai Metallica e dai Depeche Mode.
Per rendere Silent Hill il più differente possibile dagli altri videogiochi, e per sostenere la sua fredda e arrugginita sensazione, Yamaoka ha optato per la musica industrial.
StuPanda e Chamix the Stampede
Silent hill 2
http://www.youtube.com/watch?v=4rAC6-UhJzw
Silent hill 4
La colonna sonora di Silent Hill è stata composta da Akira Yamaoka, che ha richiesto di entrare a far parte dello staff di sviluppo dopo che il compositore originale se n'era andato.
Yamaoka non ha mai guardato le scene del gioco, ma ha creato la colonna sonora indipendentemente.
Lo stile delle sue composizioni è stato influenzato da Angelo Badalamenti, il compositore della serie TV I segreti di Twin Peaks, dai Metallica e dai Depeche Mode.
Per rendere Silent Hill il più differente possibile dagli altri videogiochi, e per sostenere la sua fredda e arrugginita sensazione, Yamaoka ha optato per la musica industrial.
StuPanda e Chamix the Stampede
martedì 3 dicembre 2013
Chitarra Semi-acustica
Le chitarre hollow body, dette anche semi-acustiche, presentano una parte o la totalità del corpo vuota, con uno o due tradizionali fori di espansione a forma di F posti ai lati delle corde, similmente ai fori presenti su altri strumenti a corda, come il violino; alcuni modelli presentano un foro tipico della chitarra classica, e sulla parte laterale della cassa armonica sono posizionati la presa per il cavo e gli appositi controlli per regolare volume, tono, equalizzazione ecc.
Queste chitarre sono caratterizzate da un suono particolarmente dolce e poco aggressivo (come molti modelli Gibson, Ibanez, ecc. utilizzati principalmente per il jazz), o molto brillante e squillante (come i modelli Gretsch, spesso usati nel rockabilly).
La cassa vuota tende a creare alcuni problemi a causa della risonanza delle vibrazioni, che si riflettono nei pickup.
L'effetto di distorsione risulta quindi più difficile da ottenere e da controllare.
StuPanda
Giro armonico di MI
Il giro di MI è uno dei due giri armonici più complessi in quanto sono presenti due accordi in barrè (l'altro è il giro dei FA).
Iniziamo con l'accordo del MI maggiore, accordo semplice da eseguire in quanto sono impegnati il primo, il secondo e il terzo dito, che vanno a premere rispettivamente la terza corda nel primo tasto, la quinta corda nel secondo tasto e la quarta corda sempre nel secondo tasto.
L'accrodo del Do diesis minore è un pò più macchinoso da fare, infatti dobbiamo scendere fino al quarto tasto dove faremo il barrè con il primo dito, il secondo andrà a premere la seconda corda, il terzo la quarta corda e il quarto la terza corda, il barrè qui è più semplice da fare perchè trattandosi del quarto tasto le corde sono un pò più alte.
Il terzo accordo di questo giro armonico è il FA diesis minore, anche qui è presente il barrè che faremo con il primo dito al secondo tasto, il secondo dito qui non viene usato per premere le corde, quindi possiamo impiegarlo per aiutare l'indice a premere il barrè, tecnica utile soprattutto se si è ai primi approcci con questo tipo di accordo, il terzo dito invece va a premere la quinta corda nel quarto tasto mentre il quarto dito preme la quarta corda sempre nel quarto tasto.
Arrivati all'ultimo accordo del giro armonico, abbiamo il SI maggiore di settima, in questo accordo impieghiamo tutte la quattro dita, infatti il primo preme sulla quarta corda al primo tasto, il secondo sulla quinta corda nel secondo tasto, il terzo sulla terza corda nel secondo tasto e il quarto sulla prima corda sempre nel secondo tasto, nel Si maggiore di settima la sesta corda, quella del MI grave, non viene suonata.
StuPanda
Iniziamo con l'accordo del MI maggiore, accordo semplice da eseguire in quanto sono impegnati il primo, il secondo e il terzo dito, che vanno a premere rispettivamente la terza corda nel primo tasto, la quinta corda nel secondo tasto e la quarta corda sempre nel secondo tasto.
L'accrodo del Do diesis minore è un pò più macchinoso da fare, infatti dobbiamo scendere fino al quarto tasto dove faremo il barrè con il primo dito, il secondo andrà a premere la seconda corda, il terzo la quarta corda e il quarto la terza corda, il barrè qui è più semplice da fare perchè trattandosi del quarto tasto le corde sono un pò più alte.
Il terzo accordo di questo giro armonico è il FA diesis minore, anche qui è presente il barrè che faremo con il primo dito al secondo tasto, il secondo dito qui non viene usato per premere le corde, quindi possiamo impiegarlo per aiutare l'indice a premere il barrè, tecnica utile soprattutto se si è ai primi approcci con questo tipo di accordo, il terzo dito invece va a premere la quinta corda nel quarto tasto mentre il quarto dito preme la quarta corda sempre nel quarto tasto.
Arrivati all'ultimo accordo del giro armonico, abbiamo il SI maggiore di settima, in questo accordo impieghiamo tutte la quattro dita, infatti il primo preme sulla quarta corda al primo tasto, il secondo sulla quinta corda nel secondo tasto, il terzo sulla terza corda nel secondo tasto e il quarto sulla prima corda sempre nel secondo tasto, nel Si maggiore di settima la sesta corda, quella del MI grave, non viene suonata.
StuPanda
The Legend of Zelda 25 th. anniversary
http://www.youtube.com/watch?v=qkYSuWSPkHI
La nintendo, nel 2011 ha festeggiato il 25° anno della saga di Zelda, con un grande concerto sinfonico a Londra, unica data europea, con tutte le musiche della serie.
StuPanda e Chamix the Stampede
La nintendo, nel 2011 ha festeggiato il 25° anno della saga di Zelda, con un grande concerto sinfonico a Londra, unica data europea, con tutte le musiche della serie.
StuPanda e Chamix the Stampede
lunedì 2 dicembre 2013
Legend of Zelda Ocarina of time
http://www.youtube.com/watch?v=_tf7gu6hKkc
The Legend of Zelda Ocarina of time
The Legend of Zelda Ocarina of time
The Legend of Zelda
una vera e propria pietra miliare videoludica del genere fantasy,
action. Creato da Miyamoto nell '86 per la casa Nintendo, ora
esistono innumerevoli titoli riguardanti le avventure del giovane Link,
ma uno dei più apprezzati è sicuramente Ocarina of Time.
Le musiche del gioco furono scritte da Koji Kondo, che è il principale compositore della Nintendo fin dai tempi di Donkey Kong e del primo Super Mario Bros.
La musica è culturalmente ispirata e differenziata: ad esempio, alla musica in stile cartoon della Kokiri Forest si contrappone una melodia in stile flamenco nella Gerudo Valley.
In alcuni casi, la musica è una variazione del tema relativo all'area in cui si trova Link.
StuPanda, Chamix the Stampede & Xidia
La musica è culturalmente ispirata e differenziata: ad esempio, alla musica in stile cartoon della Kokiri Forest si contrappone una melodia in stile flamenco nella Gerudo Valley.
In alcuni casi, la musica è una variazione del tema relativo all'area in cui si trova Link.
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Musica & Videogames
La musica, come forma d'arte, non è solo quella cantata su un palco in qualche stadio o quella che si compra su itunes, bensì in Giappone, la musica può venire anche dalle colonne sonore dei videogiochi, rendendo la musica, composta ad hoc, parte integrante dell'esperienza videoludica, ma non parleremo di videogiochi o grafica e tanto meno di gameplay, parleremo dell'aspetto audiofilo che può avere la colonna sonora di un videogioco e dell'impatto che queste musiche hanno sul pubblico, al punto da trovare in rete milioni di video nei quali possiamo assistere a qualsiasi sorta di versione strumentale di qualsiasi colonna sonora con qualsiasi strumento.
Prima di arrivare ai giorni nostri, dobbiamo ripassare prevemente il cammino della cultura musicale giapponese, infatti la musica tradizionale giapponese è stata sempre collegata a rituali e cerimonie nonchè ad accompagnamento di opere teatrali dove possiamo notare alcuni strumenti tipicamente orientali come gli strumenti a corda come lo shamisen, la biwa, il koto, e strumenti a fiato quali il fue, lo hachiriki, il ryu-teki, e quelli a percussione ovvero il taiko, lo tsuzumi e il kane.
Dal 1500 al 1600 le influenze europee iniziarono a farsi sentire ma, solo dopo la Reastaurazione Meiji il canto e la musica occidentale si affermò del tutto, inglobando molti strumenti e ritmiche della cultura giapponese.
La grande esplosione il giappone lo ha nel 1980 con il Visual Kei, un rock aggressivo, uno stile che diede alla luce grandi successi e grandi artisti rimasti però quasi sconosciuti nell'occidente.
Ma proprio in quest'epoca le colonne sonore dei videogiochi acquistarono sempre maggiore importanza, al punto da trovare la massima espressione musicale giapponese, l'equilibrio tra vecchio e nuovo e tra orientale e occidentale.
Importanti compositori sono Koji Kondo in casa Nintendo, famoso per le musiche della saga “The Legend of Zelda” e “Super Mario”, Nobuo Uematsu, autore delle OST della serie “Final Fantasy” (dal I fino al XII) arrangiate per orchestra, e Yoko Shimomura, sempre in casa Square Enix, autrice della colonna sonora per la saga di “Kingdom Hearts”.
Anche il mondo dell’animazione vanta compositori degni di nota, come Yoko Kanno, un esempio per tutti; Michiru Oshima, dalle tonalità sempre delicate e suggestive; Yuki Kajiura, maestra delle composizioni imponenti, quasi surreali, e tanti altri ancora.
StuPanda, Chamix the Stampede & Xidia
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